Coach al giro: Il mio Giro!

//Coach al giro: Il mio Giro!

Questo Giro d’Italia, quasi alla conclusione, mi lascia molte cose. Ho visto tante persone, tanti tifosi. Ho annusato tanti profumi, ascoltato tanti suoni  e tante canzoni che nei trasferimenti e mentre correvo ascoltavo…

L’unione e lo stimolo di tutti i sensi a mia disposizione, mi hanno fatto provare un turbinio di emozioni.

Ho iniziato questa avventura mettendomi in gioco in qualcosa di poco esplorato o poco conosciuto e, ogni giorno che passava, cercavo di raccogliere insegnamenti da chi più esperto di me, io in fin dei conti sono un tecnico che si occupa della ricerca della massima prestazione, dell’essere umano bipede e ritrovarmi catapultato in un nuovo mondo, fatto di comunicazione, è stato complesso e, per certi versi, anche duro, ma mi ha dato un sacco di stimoli come affrontare una nuova gara o una nuova sfida.

Non si sa mai da che parte farsi, ma si imbocca la strada e la si percorre nel migliore dei modi…il percorso come quello dei miei amici ciclisti, può incontrare salite, discese, gpm, a volte strade bagnate o imprevisti, ma alla fine, se questo lo si fa con passione e determinazione, dando il massimo, mettendosi in gioco a cuore aperto, penso che sia molto stimolante. Oltre a ciò, farlo in compagnia quando si è stanchi, si può dare il cambio e stare un pochino a ruota. Sulla mia strada ho incontrato tante persone disponibili ad insegnarmi: a darmi quello che io volevo sapere e sono stato fortunato a far parte di un team con un operatore e uno specializzato Rai che mi hanno supportato al meglio e, soprattutto, hanno avuto tanta pazienza.

Ho fatto un calcolo:  con i miei scarti di registrazione ed errori si potrebbero fare 10 film di ben hur consecutivi destinati a Zelig, e questo grazie alla mia timidezza e alla difficoltà nel trasformare qualcosa di  tecnico in un linguaggio alla portata della mia amata “signora Maria “. Ci sono molte altre cose che non si immaginano dietro ad una registrazione o ad una diretta : le cose da tenere a mente sono molte, considerando anche gli imprevisti, come l’artigiano che usa il flessibile, come gli amati spettatori che mentre registri arrivano salutandoti con trombe da stadio o l’arrotino o i venditori che anticipano il giro o altre mille cose bizzarre che sono accadute e che mi hanno fatto scoppiare a ridere.

Se questa avventura non avrà un futuro, so che potrò continuare la mia tappa come tecnico con le registrazioni comiche e che qui avrò sempre un futuro assicurato nel genere “papere”…

Quando parlo con un mio atleta dico sempre che il risultato sull’ordine di arrivo non dipende solo da noi, ma il risultato massimo dipende da noi. In questa nuova avventura ho ricevuto affetto e con piacere – a volte – anche complimenti e critiche costruttive che mi hanno stimolato ad evolvermi. So per certo di avere dato il massimo e questo mi appaga e mi spinge ad andare oltre e fare meglio.

Come ho giá scritto altre volte, come nella nostra corsa di ciclisti della vita, il nostro è un percorso che si può fare da soli o in coppia, se si trova qualcuno che ci dia qualche cambio per recuperare energie oppure in team, ma la cosa importante è “vivere la vita con cuore, passione determinazione e il resto è in discesa”.

Questo giro è stato frenetico, sia per i corridori, ma anche per noi addetti ai lavori: si partiva presto al mattino e si andava a dormire tardi la sera e, come dico sempre – anche in termini dietetici  – questo non fa molto bene, anzi ci sconvolge i ritmi circadiani che sono fondamentali per una miriade di funzioni.

Sin dall’inizio combattuto e velocissimo, questo giro mi ha dato la possibilità di vedere i miei atleti vincere riempiendomi di gioia! Questo giro mi ha dato anche momenti per stare da solo.  Ascoltare musica, guardare paesaggi, annusare profumi  nutrendomi di quello che la vita mi stava donando con scenari incredibili ed emozioni che mi saziavano per ore.

Sono e mi sono sempre ritenuto una persona fortunata e ogni giorno ne ho la riprova, sul mio percorso incontro persone speciali che anche ad occhi chiusi … ci si riconosce.

E mentre riascolto la colonna sonora del mio Giro – OneRepubblic –  I lived – ci vediamo al Giro!

 

By |2018-07-10T19:43:45+00:00Maggio 31st, 2015|Tags: |
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