L’equilibrio Acido-Base

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L’equilibrio acido – base è una cosa poco conosciuta nonostante l’importanza di rilievo che riveste nello stato di benessere del nostro corpo.
Oggi tutti noi siamo sottoposti ad una vita sempre più frenetica, sempre più carica di tensioni ,di impegni, di stress e da questo stato il nostro corpo deve cercare di difendersi compensando con i sistemi di difesa che ha a disposizione.
Uno di questi sistemi è l’equilibrio acido base , l’unità di misura per misurare i processi coinvolti in questo sistema è il PH, questa unità di misura valuta la concentrazione di ioni idrogeno all’interno di un fluido corporeo.
Questa scala va da 0 a 14. La cifra 7 indica un equilibro tra acidi e basi e si dice ph neutro, se invece si è sopra il sette il ph è alcalino o basico, mentre se il ph è sotto al 7 si dice acido, quindi lo 0 è l’acidità assoluta e 14 è la basicità massima.

“PH CORPOREO”
Considerando il ph normale del nostro corpo e cioè leggermente alcalino 7,4, dobbiamo sapere che questo valore omeostatico può subire leggere variazioni, ma sempre all’interno di un range molto ristretto e cioè quello di 7,1-7,8, infatti se il ph ematico dovesse scendere al di sotto di questi valori si potrebbe incappare in coma e arresto cardiaco.
La variazione quindi è molto ristretta e il corpo deve sempre cercare di compensare tutti gli stati che possono variare la situazione di equilibrio. All’apparenza potrebbe sembrare che non ci sia grossa differenza tra il ph ideale e uno dei due limiti massimi, ma essendo il sistema di ph basato su logaritmi, il passaggio da un’unità all’altra sulla scala, per esempio da 7 a 6 , indica che la concentrazione di ioni idrogeno è aumentata di 10 volte e non una sola volta come potrebbe invece sembrare nel sistema aritmetico normale. Per cui si può dire che nel caso citato il ph 6 è dieci volte più acido del ph 7.

Come fa quindi il nostro corpo a compensare continuamente le variazioni di ph del flusso sanguigno ?

Dobbiamo premettere che nel nostro corpo è molto difficile che ci siano variazioni nel range positivo, ma è molto più frequente che ci siano variazioni negative e cioè che ci sia una tendenza a far scendere il nostro ph verso l’acidosi.
E quindi mi soffermerò maggiormente nel discutere le problematiche arrecate da una acidosi tissutale e da come poterle migliorare attraverso l’alimentazione o l’integrazione alimentare.
Il sistema utilizzato dal nostro corpo per neutralizzare gli idrogenioni si chiama “sistema Tampone” , cioè proprio quel sistema che si utilizza in laboratorio di chimica analitica per cui nella stessa soluzione viene messo un acido debole e una base debole.
La stessa cosa avviene nel nostro corpo: attraverso riserve di minerali alcalini il nostro corpo neutralizza gli eccessi di acidi o gli eccessi di alcali che sono veramente rari (ad esclusione della marea alcalina che si ottiene dopo un pasto se si è in uno stato fisiologico equilibrato) per poi stipare questi acidi in un tessuto di deposito.
Il tessuto che io chiamo “deposito”, in questo caso, non è come siamo soliti pensare il tessuto adiposo , ma bensì il mesenchima ovvero il tessuto connettivo che determina idratazione, scambio ed eliminazione delle tossine in condizioni di intossicazione. Questo tessuto passa dalla soluzione sol alla soluzione gel che è molto più solida, viscosa e meno fluida che la situazione naturale iniziale.
Questa modifica del tessuto porta ad un rallentamento di molti processi organici e fisiologici e a volte anche a sintomatologie a noi molto comuni :
emicranie , sindromi premestruali molto più acute, fatica cronica o molto più semplicemente siamo molto più irritabili del solito e le persone che ci stanno vicino ci definiscono simpaticamente ………… “ acido/a”, in realtà questà frase fatta nasconde una realtà fisiologica.

Che tipi di sistema Tampone utilizza il nostro corpo?
Il nostro corpo ha fondamentalemente 3 sistemi per contrastare le variazioni di ph:

  • Il sistema descritto in precedenza e cioè il sistema chimico posseduto da tutti i tessuti e gli organi corporei che neutralizza gli eccessi di acidi attraverso la riserva alcalina corporea di sali come calcio , magnesio, potassio.
  • Un altro sistema molto importante è il sistema tampone-polmonare e riveste una funzione predominante per gli acidi volatili cioè gli acidi deboli prodotti da combustioni del metabolismo come acqua o gas.Questi acidi volatili vengono eliminati attraverso la respirazione polmonare che è molto sensisbile alle variazioni di ph e viene regolata tramite feedback con l’aumento della ventilazione polmonare. L’aumento della respirazione e dell’affanno dato dall’attività fisica non serve solo ed esclusivamente per rifornire gli apparati muscolari di ossigeno, ma anche per eliminare i residui acidi dei nostri processi metabolici.
  • L’ultimo sistema, ma non per importanza, è il sistema tampone legato alle funzioni renali. I reni regolano la concentrazione di ioni idrogeno dei tessuti extracellulari mediante escrezione di urine acide. Attraverso una concentrazione di ioni idrogeno nel lume dei tubuli renali e poi con un sistema di cotrasporto con sodio, preceduto da una reazione con l’anidride carbonica proveniente dai processi metabolici, si avrà una espulsione dei residui acidi più resistenti e concentrati attraverso l’urina. Ecco giustificata l’acidità della prima urina del mattino. Infatti durante il sonno e le ore di digiuno notturno il nostro corpo lentamente inizia a riversare nel torrente sanguigno e nei liquidi extracellulari gli acidi incamerati durante il giorno.

La concentrazione di ioni idrogeno si può misurare sia attraverso le urine, ma anche attraverso la saliva, perché anche quest’ultima può essere un ottimo indicatore di acidità corporea. Ovviamente per un test di acidità, non si devono tenere in considerazione l’urina o la saliva della prima mattina e nemmeno quelle rilevate dopo un pasto, ma l’ideale per la misurazione del nostro stato tissutale sono quelle misurate a metà mattina e a metà pomeriggio.

“COME POTER CONTROLLARE IL PH ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE E L’ALIMENTAZIONE”

Tutto quello detto fino ad ora ci fa rendere conto di quanto sia importante avere il ph ematico e fisiologico in equilibrio.
Per avere il ph in equilibrio dobbiamo avere riserve di minerali alcalini sufficienti per essere utilizzate nel contrastare l’acidosi.
Vediamo quali minerali sono i più utili in questo processo:

CALCIO: è’ il minerale più presente nell’organismo il 99% di esso è nelle ossa e nei denti ma il restante 1% riveste funzioni indispensabile per molte azioni del metabolismo cellulare.E’ indispensabile al sistema immunitario alla contrazione muscolare, alla trasmissione nervosa e a tante altre funzioni. Molte volte quando la riserva alcalina per contrastare l’acidità tissutle è scarsa viene utilizzato il calcio di deposito nelle ossa e nei denti indebolendo l’impalcatura del nostro organismo. Questo smantellamento avviene con un ordine ben preciso partendo dalle ossa della colonna vertebrale e via via le creste iliache e altri distretti articolari,per di più è uno smantellamento silente e ci sia accorge del danno subito al manifestarsi del problema ad esempio osteoporosi. Attraverso l’alimentazione (o eventualemente sotto parere medico un’integrazione) adeguata possiamo integrare il calcio utile per le nostre ossa e al tempo stesso utile all’equilibrio acido base.

MAGNESIO: minerale determinante per una miriade di reazioni metaboliche nel nostro corpo , è il minerale presente nella maggior parte delle reazioni del ciclo dell’acido citrico ( ciclo che permette di portare alla produzione di ATP, che è la benzina del nostro corpo).Anche’esso utile nel tamponare e ossidare gli acidi del metabolismo aerobico e anaerobico.

POTASSIO: è il più importante catione cellulare, regola la pressione osmotica cellulare.Svolge un ruolo determinante nella produzione di energia e modula il riassorbimento del bicarbonato e l’espulsione di idrogenioni a livello renale.

SODIO: oltre ad essere catione principale per i liquidi extracellulari e insieme al potassio regolare la pressione osmotica cellulare , è anche fondamentale nel mantenere in equilibrio il torrente ematico legandosi con l’anidride carbonica mantenendo l’equilibrio acido base.

FERRO-MANGANESE: non di minore importanza rispetto agli altri ma questi due elementi vengono integrati bene attraverso l’alimentazione grazie alla minor presenza corporea rispetto ai precedenti.
Elementi essenziali in diversi processi fisiologici come trasporto e immagazinamento del ossigeno e catalizzatori idi acidi nei processi di produzione di ATP e azione antiradicalica specifica del Manganese a livello dei mitocondri.

Tenete in considerazione un’ultima cosa: l’acidità o l’alcalinità indotta dall’ingestione di un cibo è anche determinata dalla masticazione e soprattutto dalla situazione fisiologica di quel soggetto in quel momento.
Prima di ricorrere a diagnosi drastiche e ad assunzioni di farmaci incaute, pensiamo a quale potrebbe essere stata la causa che ha generato l’effetto solo così potremmo risolvere il problema.

“Coloro che si limitano a studiare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter spazzare via l’inverno,spazzando la neve sulla soglia della loro porta.
Non è la neve che causa l’inverno ma l’inverno che causa la neve”
PARACELSO 1493-1541

Pubblicato – La Palestra e su Fitness Agosto 2010.

By |2018-07-10T19:53:34+00:00Agosto 23rd, 2011|Tags: |
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