Studi e ricerche confermano che i bambini di 9 e 10 anni più sportivi posseggono migliori capacità mnemoniche e d’apprendimento, nonché un’area cerebrale, l’ippocampo, più sviluppata e più grande rispetto ai coetanei più sedentari.
Più attività fisica, migliore rendimento scolastico. Spettabili istituzioni volete cittadini più intelligenti e preparati? Metteteli nelle condizioni di praticare più attività fisica fin da giovani. Cari insegnanti e genitori volete alunni e figli più concentrati e mentalmente più reattivi? Fate fare loro più esercizio fisico senza inchiodarli davanti a lavagne e televisori per ore ed ore. Questo il consiglio che la scienza offre, alla luce delle più recenti scoperte, a chi si occupa a diverso titolo dell’educazione dei ragazzi. L’ultima in ordine di tempo è dei ricercatori italiani dell’Università di Roma “Foro italico”. Lo studio pubblicato su Medicine Science in Sports Exercise è stato condotto su 138 bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni con lo scopo di verificare in che modo l’attività fisica e quella intellettuale agiscono sulle funzioni cognitive. In particolare, gli scienziati hanno voluto valutare, attraverso tre tipi differenziati di test, uno per settimana, le precise relazioni esistenti negli scolari tra sforzo fisico, attenzione e livelli di concentrazione. Nel primo i bambini sono stati sottoposti a tre sessioni d’esame della durata di 50 minuti ciascuna, dopo avere praticato degli esercizi fisici. Nel secondo, sempre di tre sessioni di 50 minuti, i bambini prima dei test hanno praticato soltanto attività di tipo intellettuale. Nel terzo sia esercizi fisici che attività intellettuali. I risultati, affatto scontati, hanno evidenziato una velocità di elaborazione aumentata del 9% dopo avere eseguito una qualche forma di esercizio mentale, del 10% dopo aver praticato l’attività fisica, solo del 4% dopo l’attività mista.

Fonte : Gazzetta dello Sport & Medicine Science in Sports Exercise