Si parte dalla timidezza, si passa per la gravidanza, si arriva alla menopausa e alle difficoltà nel rapporto di coppia. A ben vedere è davvero lungo l’elenco delle giornate di sensibilizzazione su determinate situazioni, a volte anche del tutto normali nella vita delle persone. Così come colpisce il costante mutamento dei valori dei principali fattori di rischio, in particolare quelli cardiovascolari, con conseguente ampliamento del bacino dei potenziali pazienti. Siamo davvero in un’epoca che, tra campagne informative e pubblicitarie e rivalutazioni dei parametri da parte delle società scientifiche internazionali punta a renderci tutti un po’ malati, spingendo verso il “Disease Mongering”, con evidenti ricadute sulla spesa farmaceutica? Le cifre dicono che in effetti qualcosa del genere sta accadendo. Ogni italiano acquista mediamente 28 confezioni di medicinali ogni anno: il nostro paese è al sesto posto per consumo di farmaci, prima del Brasile che ha più del triplo degli abitanti e del Regno Unito. Per far riflettere sul meccanismo del Disease Mongering basti pensare alla comparsa di giornate o addirittura settimane di sensibilizzazione su una determinata condizione: eventi ampiamente reclamizzati che possono essersi estinti nel momento in cui sono venuti meno gli interessi commerciali di qualche azienda. Nell’articolo si fanno diversi esempi, così come si parla dei mutamenti dei valori dei fattori di rischio e della creazione dello stato di “pre”: prediabete, preipertensione e altre condizioni oggi considerate parafisiologiche e un tempo del tutto normali.
Fonte: La Repubblica del 9 settembre, pagina 21