Un’inchiesta sul British Medical Journal, la prestigiosa rivista medica britannica che ha annunciato proprio in questi giorni la volontà di dare spazio ad argomenti di medicina dello sport in preparazione e per tutto il periodo delle Olimpiadi di Londra, rileva che a partire dagli anni ’70 si sono moltiplicate le diagnosi di asma fra gli atleti olimpici. Nella squadra olimpica britannica di Atene 2004 gli asmatici erano circa il 20%, una frequenza tre volte superiore a quella della popolazione generale del Regno Unito. E alle Olimpiadi di Pechino 2008 il 20% dei nuotatori e dei ciclisti asmatici ha vinto da solo circa un terzo delle medaglie. I broncodilatatori e gli steroidi migliorano le prestazioni sportive e per questo c’è chi sospetta che ci sia dietro il doping. Un’ampia revisione della letteratura scientifica ha però escluso che i broncodilatatori possano influenzare le prestazioni sportive, fatta eccezione per il clenbuterolo. In realtà i dati emersi dall’inchiesta del British Medical Journal dimostrano come sia possibile, anche per gli asmatici, fare sport ad altissimi livelli, grazie al miglioramento della diagnosi e delle cure.
Sono molte le cause della maggiore incidenza di asmatici tra gli sportivi: alcune forme di costrizione delle vie aeree, sono scatenate dall’esercizio fisico e dalla respirazione a frequenza elevata. I nuotatori o chi si allena su strada, come i podisti o ciclisti, sono esposti ad agenti chimici irritanti contenuti nell’acqua delle piscine o nell’aria inquinata.
«Vorrei soffermarmi sulle considerazioni costruttive e utili per un asmatico nella realtà di tutti i giorni. Queste vittorie sulla malattia insegnano quanto sia importante curarsi bene e con costanza, imparare a respirare nel modo adeguato e perfino le modalità corrette di assumere il farmaco, per esempio i broncodilatatori all’inizio e alla fine dell’esercizio fisico per garantirsi la massima copertura rispetto a un episodio di broncospasmo», commenta Alessandro Oliva, specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Ospedale Mauriziano di Torino
Fonte : Edott.