La celiachia in Italia colpisce una persona su cento. Solo il 20% dei celiaci però sa di esserlo, mentre l’altro 80, non colpito ancora dai sintomi, continua a ingerire ogni giorno, attraverso pane e pasta, il glutine. Se la predisposizione genetica è molto accentuata, la celiachia esordisce in età precoce con sintomi chiari: il bambino non cresce, e magari soffre d’inappetenza, vomito o diarrea cronica. In altri casi invece passa inosservata, perché l’organismo riesce a compensare il cattivo funzionamento dell’intestino tenue: l’intestino è un tubo molto lungo, e se la sua parte iniziale non funziona, può capitare che l’assorbimento del cibo avvenga più a valle. Il 5-6% dei diabetici ha anche la celiachia, per questo tutti i soggetti con diabete di tipo 1 devono essere sottoposti a screening per celiachia. Anemie, carenze di ferro e l’aumento delle transaminasi, che in genere fa pensare all’epatite, possono essere causati dalla celiachia.
La microflora batterica dei bambini a rischio genetico di celiachia è diversa da quella degli altri bambini e questo prova che le alterazioni nei batteri dell’intestino possono essere, più che un effetto della celiachia, una causa. E’ stato dimostrato che più i bambini vengono allattati al seno e meno è il rischio che si sviluppi la celiachia.
Fonte: Edott.it