Dalla rivista “InBici” – luglio 2015

ANCORA UN SUCCESSO PER LA GRAN FONDO DI BAGNO DI ROMAGNA, QUEST’ANNO ALLA SESTA EDIZIONE

PRECEDUTA DAL CAMPIONATO MONDIALE SPRINT PER GIORNALISTI, LA MANIFESTAZIONE HA VISTO AL VIA ANCHE IADER FABBRI E MATTEO MARZOTTO

Granfondodelcapitano

A ridosso della settimana del benessere, conclusasi pochi giorni prima e nel cuore della Wellness Valley, si è perfettamente inserita la sesta edizione della Gran Fondo del Capitano. Che, nella cerimonia ufficiale di presentazione, celebratasi il venerdì sera precedente, ha pure ben spiegato cosa sia il Capitano. Una figura politica, di governo del territorio, per centinaia di anni in cima alla politica di Bagno di Romagna e dei territori che ora fanno parte dell’Emilia Romagna ma che ha lungo sono stati invece tra i possedimenti della regione Toscana.
Si è presentato in costume d’epoca, il Capitano, insieme alla moglie, a spiegare al folto pubblico il significato della propria figura. Sul palco, prima di lui, l’interprete, per il saluto ufficiale ai circa 50 giornalisti stranieri giunti a Bagno di Romagna per il Mondiale Sprint, che si è consumato il giorno successivo. Ed ancora, tra gli altri, spazio a Iader Fabbri, Matteo Marzotto, Eugenio Capodacqua de La Repubblica, Andrea Agostini. E naturalmente Massimo Bardi, organizzatore, e Marco Baccini, primo cittadino con la passione della bicicletta.
Ha dato il buon esempio, Baccini. Il sindaco, al via già nella scorsa edizione, al primo anno di mandato con la fascia tricolore, ha superato ogni sua più rosea aspettativa. «Mi ero riproposto di chiudere tra i primi 100 – ha detto poco dopo aver tagliato il traguardo come sedicesimo assoluto nel lungo – 130 chilometri con 3500 m di dislivello, e quell’ultima salita, totalmente al sole, di 10 km. Puntavo a stare nei primi cento, è vero, così già nella prima salita ho cercato di stare dietro ai gruppi più forti; ci sono riuscito. Dove trovo il tempo? Le persone che dicono che non hanno tempo non mi stanno tanto simpatiche – dice scherzando il primo cittadino – perché il tempo si trova. Io punto la sveglia alle 4 e mezza, così alle 6 sono in comune. Quindi posso andare a pedalare in pausa pranzo oppure la sera, Credo che se si vuole pedalare, se si vuole uscire in bici, il tempo per allenarsi, e divertirsi, il tempo si riesca proprio a trovare».
Matteo Marzotto non ha mancato l’appuntamento, pedalando insieme all’amico Iader Fabbri, consulente nutrizionale della FCI. «Durante il percorso ho fatto tutto quello che mi ha consigliato Iader – conferma Marzotto. – Ho mangiato e bevuto le cose giuste, sempre al momento giusto. E poi – prosegue Marzotto – a guardarsi attorno devo dire che questa corsa merita molto più dei 1000 atleti di oggi. Si potrebbe inserire una partenza alla francese, per potersela godere ancora di più. Questa è una gara che davvero vale le Alpi”.

Insieme ai granfondisti più convinti, insieme a chi ha fatto la gara a testa bassa senza la rilassatezza necessaria per guardare quei panorami, insieme a chi invece ha voluto solo passare una domenica tra meravigliose colline, c’era anche Marco Macio Melandri. Che del percorso ha fatto una parte, confermando che «non è il mio sport! Io ero più che altro qui a vedere quelli capaci, per me una passeggiata. Abbiamo fatto le prime due salite, con arrivo ai 1300 metri. Poi mi sono fermato, non è il mio mestiere. Qui ci sono panorami bellissimi, credo davvero che la Romagna per pedalare sia un posto fantastico».
Al via anche Emiliano Borgna, Responsabile Nazionale ACSI Ciclismo e neo eletto a Presidente della Consulta. «Questa manifestazione è legata alle strade del benessere. Un messaggio forte, di vero sport amatoriale. Complimenti davvero al comitato organizzatore, che ha realizzato ancora una volta una gran bella manifestazione».

Una domenica perfetta, dal tempo, ottimo per tutta la giornata, alla partecipazione dei giornalisti stranieri, che dopo la loro gara, il sabato, si sono fermati anche per la Gran Fondo della domenica, ammirando l’opera di una organizzazione a buonissimi livelli e diventandone in un qualche modo veri e propri ambasciatori.

A cura di Roberto Feroli

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