L’Unione europea stanzia 11 milioni di euro per finanziare uno studio sull’ipotermia, a cui parteciperanno gli ospedali di 25 stati europei. Abbassare la temperatura del cervello a 34-35 gradi, entro sei ore da un ictus, può salvare molti pazienti e ridurre i danni ai neuroni nei sopravvissuti. Il super studio, chiamato EuroHyp, coinvolge 1.500 pazienti colpiti da ictus e trattati con l’ipotermia terapeutica. L’Italia partecipa con cinque Stroke-Unit presso l’università «La Sapienza» e Cattolica di Roma, il San Raffaele e l’ospedale Niguarda di Milano.

Lo stroke è la seconda causa di morte nei Paesi industrializzati, con mille morti al giorno, uno ogni 90 secondi solo in Europa. Duemila sopravvivono, ma con disabilità anche gravi. «Il finanziamento europeo costituisce un’opportunità unica – dice Francesco Orzi, del dipartimento di Neuroscienze, salute mentale ed organi di senso (Nesmos) dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, responsabile per l’Italia dello studio – l’ipotermia costituisce l’intervento protettivo dell’ictus con maggiori probabilità di successo. Nelle sperimentazioni ha dimostrato di poter ridurre di un terzo il volume dell’infarto cerebrale».

La Commissione europea stima che l’ipotermia potrebbe migliorare il risultato per più di 40mila cittadini europei ogni anno. Stefan Schwab, che dirige il Consorzio EuroHYP-1, ipotizza: «Sulla base dei dati attuali, in Europa già nel 2016 si avrebbero 14.700 decessi in meno e 25mila sopravvissuti in più all’anno, liberi da disabilità».

Fonte: Edott.