Dalla Rivista “InBici” – Settembre 2015
DECIMA EDIZIONE. ORGANIZZAZIONE PERFETTA, LA RIUSCITA ANCORA MIGLIORE. SPLENDIDO L’ESORDIO DE LA MOSERISSIMA
CICLISTI DA 42 NAZIONI, MOLTI DEI QUALI HANNO CORSO ANCHE LA CRONO DEL VENERDÌ. GRANDE SUCCESSO
E’ stata un’edizione storica quella di quest’anno per ‘La Leggendaria Charly Gaul’. La granfondo, unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour, ha celebrato dal 16 al 19 luglio il decennale portando a pedalare fra Trento, il Monte Bondone e la Valle dei Laghi migliaia di ciclisti provenienti da 42 nazioni di tutto il mondo.
Sono stati quattro giorni intensi che hanno visto protagonisti anche gli appassionati di ciclismo vintage de ‘La Moserissima – 1a Ciclostorica di Trento’ ed il Trento Bike Expo di Piazza Fiera, con gli stand del mercatino vintage e tutte le ultime novità dal mondo delle due ruote ad attirare ciclisti e curiosi. Per quanto concerne le gare, il programma si è aperto venerdì 17 luglio con la cronometro di Cavedine, nella Valle dei Laghi, valida anche per assegnare le maglie tricolori del Campionato Italiano FCI Amatori. Sul percorso di 24 km e 442 metri di dislivello i più veloci sono stati due stranieri: l’austriaco Jurgen Pansy e la slovena Teja Gulic che ha bissato il successo dello scorso anno. Per quanto riguarda i titoli tricolori assoluti, invece, i successi sono andati a Silvio Giovane, 2° dietro a Pansy, e a Simona Massaro, 4a nella gara in rosa, mentre alla cronometro si sono divertiti anche Iader Fabbri e Matteo Marzotto.
L’attesa era tutta per la prova in linea che ha preso il via domenica 19 luglio alle 8.00 dal “salotto” di Trento, Piazza Duomo. All’ombra della Cattedrale di San Vigilio e della Torre Civica si sono radunati quasi 2000 granfondisti e in prima fila erano presenti ospiti vip come Francesco Moser, Jury Chechi, Marino Basso o Cristian Zorzi e principali protagonisti della stagione delle granfondo come Stefano Cecchini, Enrico Zen, Roberto Cunico, Luigi Salimbeni e
Tommaso Elettrico, pronti a sfidarsi nell’itinerario lungo di 141 km e 4000 metri di dislivello con la doppia scalata al Monte Bondone.
La corsa è entrata nel vivo sulle rampe della Strada del Vino dove sono avvenute le prime scaramucce, proseguite poi nella discesa verso la Val di Cembra. Andrea Tecchio e Giulio Magri si sono portati al comando della gara, mentre da dietro il gruppo lasciava fare. Al bivio di Trento, Tecchio svoltava a destra per affrontare i tornanti dedicati a Charly Gaul e giocarsi la prova nel ‘mediofondo’, mentre Magri proseguiva dritto verso Aldeno per affrontare la prima delle due ascese alla Montagna di Trento, dal versante di Garniga Terme. Magri ha approcciato la salita con oltre 2’ di vantaggio sulla concorrenza, ma ben presto il caldo e le rampe del Monte Bondone lo facevano letteralmente rimbalzare. In testa alla corsa si formava così un drappello di ‘lepri’ composto da Mario Rovaletti, Hubert Krys, Ruggero Minisini eCarlo Muraro, mentre alle loro spalle i big lasciavano fare sapendo che con il gran caldo e la difficoltà del percorso la gara si sarebbe decisa sull’erta finale.
Nella discesa verso la Valle dei Laghi Rovaletti prendeva il comando delle operazioni, ma sui saliscendi che precedevano l’ultima e decisiva scalata al Monte Bondone la situazione cambiava nuovamente, con il tedesco Johannes Berndl solo al comando tallonato dal belga Michiel Minnaert.
Sui tornanti del Monte Bondone Minnaert innestava il turbo superando Berndl a metà salita e, proprio quando cominciava ad assaporare la vittoria, ai 2 km dall’arrivo, sulle sue ruote si sono riportati prima Stefano
Cecchini e subito dopo Enrico Zen, con quest’ultimo che ha imposto un ritmo fatale per il belga. Sull’ultima rampa impegnativa, a 500 metri dall’arrivo, Zen ha piazzato l’allungo vincente e per Cecchini non c’è stato nulla da fare. Il vicentino ha vinto con il tempo 4 h 42’ 18’’ distanziato
di 13’’ Cecchini e di 40’’ Minnaert. In campo femminile, gara senza storia con il successo della solita bresciana Emma
Delbono con un vantaggio di 10’ 45’’ su Marina Ilmer e di 11’ 24’’ su Manuela Sonzogni. Per quanto riguarda il mediofondo di 57 km, il fiorentino Davide Lombardi è riuscito a regolare allo sprint Andrea Pontalto con il podio completato da Davide Spiazzi. Fra le donne, vittoria per la veterana trentina Marcellina Dossi sull’austriaca Karin Pekovits (seconda anche alla cronometro) e sulla romagnola Manuela Bugli. A pochi metri dal traguardo Marcellina Dossi si è anche tolta la soddisfazione di superare una medaglia d’oro olimpica come Cristian Zorzi, che ha patito “l’onta” di essere stato sorpassato da una donna senza trovare nemmeno
l’orgoglio di reagire, come poi ha scherzosamente dichiarato sul traguardo.
La Leggendaria Charly Gaul ha avuto anche ampia ribalta mediatica su Rai Sport con con due ore di diretta, 2 di studio post gara e 4 ore di repliche, dove sono intervenuti i protagonisti di giornata e i diversi ospiti della manifestazione. Mandata in archivio l’edizione del decennale, “La Leggendaria Charly Gaul” guarda al 2016, forte di un’ organizzazione collaudata e apprezzata da tutti i partecipanti per la bellezza dei percorsi, la sicurezza e le strade chiuse e il gustoso pasta party a base di prodotti tipici trentini.
a cura di NEWSPOWER
