È stata pubblicata una revisione sui fattori di rischio ambientali associati
al Parkinson (PD) o all’Alzheimer (AD).
Il più alto rischio di malattia di Parkinson appare associato a pesticidi,
invece, un maggiore rischio di AD è associato a ipertensione, alti livelli di
colesterolo in età media, iperomocisteinemia, fumo, traumi cerebrali e
depressione.
Negli uomini, scarse evidenze associano un elevato rischio di malattia di
Parkinson con un maggiore consumo di latte, notevole assunzione di ferro,
anemia cronica e lesioni cerebrali traumatiche.
Minori evidenze suggeriscono anche un’ elevato rischio di AD associato all’
assunzione di alluminio attraverso l’acqua potabile e anche all’eccessiva
esposizione ai campi elettromagnetici da reti elettriche, a DM e
iperinsulinemia, a obesità nell’età media, al consumo eccessivo di alcol e all’
anemia cronica.
Per contro, un minore rischio di malattia di Parkinson è associato all’uso di
tabacco e caffè, all’iperuricemia. Un minor rischio di AD è associato al
consumo moderato di alcol, all’esercizio fisico, a una terapia ormonale
sostitutiva nella donna in perimenopausa e a una buona riserva cognitiva. Il
rischio minore di malattia di Parkinson è associato con un’aumentata assunzione
di vitamina E, alcool, the, FANS, e vigoroso esercizio fisico; mentre il
rischio inferiore di AD è associato con la dieta mediterranea, il consumo
abituale di caffè e assunzione di FANS.
Diversi fattori ambientali contribuiscono, dunque, in modo significativo al
rischio di malattia di Parkinson e di Alzheimer. Alcuni possono già essere
attivi nelle prime fasi di vita, e alcuni possono interagire con altri fattori
genetici. La dieta abituale ha un ruolo chiave che va attentamente valutato
nelle strategie d’intervento preventivo.
Fonte:
http://www.ncbi.nlm.nih.
gov/pubmed/22703631
Neurologia. 2012 Jun 13.
Parkinson disease and Alzheimer disease: environmental risk factors