«Purtroppo i medici stanno perdendo la buona abitudine della rilevazione pressoria quando vedono il paziente». Così Massimo Volpe, presidente della Società italiana ipertensione arteriosa, commenta un recente studio britannico che ritiene obbligatorio per i medici misurare la pressione sia sul braccio destro che su quello sinistro. Al momento della rilevazione, infatti, una differenza dei valori pressori sui due arti è normale, ma quando è uguale o superiore ai 15 millimetri di mercurio scatta l’allarme: tra i rischi, aterosclerosi e maggiori probabilità di malattia vascolare periferica o cerebrovascolare.
«Di solito la pressione si misura nel braccio non dominante, ma alla prima visita è obbligatorio misurarla su entrambe le braccia e talvolta si confrontano questi valori con quelli della misurazione alla gamba», aggiunge Volpe. Ci sono poi le linee guida della Società europea, americana e italiana dell’ipertensione. Tra i consigli, quello di «misurare sempre nel braccio con il valore più alto», ricorda Gianfranco Parati, direttore del Dipartimento di cardiologia all’ospedale San Luca – Università Bicocca di Milano. Inoltre, aggiunge Parati, «Sentire i polsi radiali contemporaneamente è un buon metodo che rivela eventuali differenze pressorie; aiutano i misuratori automatici dotati di due bracciali di recente arrivati sul mercato».
FONTE: Edott.