Già dai 30 anni d’età, uomini e donne perdono circa un centimetro di altezza ogni 10 anni. Il fenomeno rientra nella normalità, sempre che l’accorciamento non avvenga in modo troppo rapido, con conseguenze gravi per anche, vertebre e circolazione sanguigna.

«Se una donna tra 45 e 65 anni, si accorge di essere diventata più bassa, non deve preoccuparsi – spiega Marian Hannan, epidemiologa in una succursale dell’Harvard medical School – mentre per un uomo, questo cambiamento può essere un segnale da riferire al medico curante per la maggiore incidenza di disturbi cardiovascolari correlati».

I muscoli, in particolare quelli dell’addome, perdendo massa e indebolendosi, contribuiscono all´aggravamento di un assetto posturale più arcuato. In gioco entrano pure le arcate plantari che si appiattiscono e rubano altezza, anche se solo di qualche millimetro. Il processo accelera con l´età, in particolare dopo i 70. In uno studio che ha esaminato oltre 2.000 abitanti di Baltimora, è risultato che gli uomini hanno perso una media di 2 cm e mezzo tra i 30 e i 70 anni, e quasi 6 cm a 80. Le donne invece hanno registrato una riduzione di circa 5 cm tra i 30 e i 70 anni e 7 cm e mezzo a 80.

Fumo, alcol, caffè in eccesso e l´assunzione di steroidi favoriscono il deterioramento fisiologico e l’incurvamento. Al contrario un’alimentazione equilibrata, con adeguato apporto di calcio e vitamina D, insieme a una regolare attività fisica, aiutano a mantenere una corretta postura e l’altezza. La perdita di centimetri si riflette anche sullo sviluppo dell´osteoporosi, come rivela un recente studio pubblicato a settembre scorso sul Journal of Bone and Mineral Research: gli over 70 che perdono 5 centimetri in due anni avrebbero un rischio del 54% maggiore di fratture dell’anca nel biennio successivo rispetto ai soggetti che lamentano una minore riduzione di statura.

Fonte: Edott