Livelli sierici elevati di acido urico negli anziani si associano con valori più alti di densità minerale ossea in tutti i siti scheletrici, determinando così una ridotta prevalenza di fratture vertebrali e non. Questa la conclusione di uno studio di popolazione traversale condotto da un team di esperti australiani, coordinato da Iraj Nabipour, del Bone Research Program dell’università di Sydney. La ricerca ha coinvolto 1.705 soggetti over-70 facenti parte del Concord Health and Ageing in Men Project, un progetto di studio che raggruppa un campione selezionato di anziani residenti a Sydney. Grazie a un’analisi di regressione multipla aggiustata per confondenti potenziali è emerso che i livelli di acido urico mantengono l’associazione con la densità minerale ossea in tutti i siti scheletrici, con il calcio sierico, ormone paratiroideo e 25-idrossivitamina D. L’acido urico è inversamente correlato con l’escrezione urinaria del cross-linked telopeptide amino terminale del collagene di tipo I. In generale, l’acido urico nel siero è responsabile dell’1-1,44 % delle variazioni di densità minerale ossea (R2 = 0,10-0,22). In un’analisi logistica di regressione multipla, è stato evidenziato che livelli di acido urico sopra la mediana risultano associati a una minore prevalenza di osteoporosi localizzata al collo del femore (odds ratio, Or: 0,42) e delle vertebre lombari (Rr: 0,44), così come di fratture vertebrali (Or: 0,62) e non (Or: 0,51).
Fonte: J Bone Miner Res, 2011; 26(5):955-64